Investire in Egitto: opportunità e strategie per diminuire i rischi per le aziende italiane

La forte crescita economica che l’Egitto sta vivendo è confermata da una ricerca condotta dal Center for International Development dell’Università di Harvard, dalla quale è emerso che il paese sarà una delle tre economie a più rapida crescita nel prossimo decennio dopo Uganda e India.

Le stime positive sono confermate anche dal fondo monetario internazionale (FMI) secondo cui il PIL, tra il 2019 e il 2020, crescerà dal 5,5 al 5,9%, mentre secondo la Standard Chartered PLC il Paese sarà tra i primi sette al mondo entro il 2030. Ad oggi l’Egitto è il 6° mercato di destinazione dell’export Italiano in Medio Oriente e Nord Africa ed 36° in assoluto.

Il momento particolarmente positivo ha portato ad un vasto programma di riforme economiche, senza dubbio rafforzato dall’ingente intervento finanziario del FMI, che ha erogato un prestito di circa 12 miliardi di dollari.

 

Ma in quali settori si vedono le maggiori opportunità per le aziende italiane?

  • Infrastrutture: è questo il settore che più di ogni altro riserva le principali opportunità. Il governo egiziano ha infatti avviato 12 nuovi progetti ferroviari che faciliteranno il trasporto delle merci dagli hub logistici del Canale di Suez a tutto il territorio dello Stato. Ed è proprio il corridoio del Canale di Suez ad essere interessato da un ampliamento per circa 8 miliardi di euro con l’obiettivo di renderlo un centro economico, logistico e industriale di rilevanza mondiale, dove incentivare l’insediamento di investitori stranieri. La nuova politica commerciale e industriale egiziana ruota infatti attorno ai nuovi hub che si stanno sviluppando nell’area di Suez e nelle altre zone economiche speciali (ad es. il nuovo distretto industriale di Ain Sokhna, la technology valley di Ismailia, ecc.). Interessanti occasioni di business si aprono nei prossimi anni per le aziende italiane, sia a livello di progettazione ed ingegnerizzazione, sia entrando nella filiera e nell’indotto di tali attività.
  • L’energia: l’obbiettivo del Governo egiziano è quello di portare il Paese all’autosufficienza energetica. In tal senso sono stati stanziati svariati miliardi di dollari per la costruzione di centrali elettriche in varie zone del paese oltre che per potenziare la rete nazionale dei gasdotti entro il 2023 con la posa di altri 950 km. L’Egitto avrà presto bisogno di progetti, impianti, know-how e attrezzature!
  • Costruzioni: tra i motori della crescita troviamo anche la costruzione di nuovi quartieri, complessi amministrativi ma anche commerciali e residenziali, tra quali la “City for Culture and Arts” che farà parte della “New Administrative Capital” ad est del Cairo, dove sorgeranno teatri, sale espositive, biblioteche, musei e gallerie per l’arte. Molti altri nuovi complessi sorgeranno nelle principali città quali Luxor, Matrouh, Daqahliya, Beheira, Giza, Port Said, Nord Sinai, Aswan, ecc. Anche qui grandi opportunità aspettano le aziende che sapranno coglierle, ed in particolare nella progettazione, nelle forniture (sistemi di gestione dell’acqua, dell’aria, del filtraggio), nel contract (per l’arredamento in generale) ma anche chi opera nel settore delle “nuove” tecnologie (ad es. domotica, sicurezza e gestione degli edifici, ecc.).
  • Investimenti diretti: la legge sugli investimenti n.72 del 2017, così come modificata nel marzo 2019, è la misura principale adottata dall’Egitto per migliorare il business climate e favorire gli investimenti diretti esteri, rendendo più semplice la costituzione e/o la co-partecipazione in società locali.
  • Manifattura: il settore manifatturiero vede un’importante progetto di sviluppo soprattutto per l’industria della filatura e tessitura; è previsto infatti un investimento totale di circa 1,2 miliardi di euro, in un arco di tempo di quattro anni, per svariate finalità, tra le quali spicca l’acquisto di macchinari dalla Germania e dall’Italia.

 

Ma quali sono i rischi per chi opera in Egitto?

I tradizionali rischi politici (l’esproprio e/o nazionalizzazione), sembrano significativamente diminuiti con le nuove riforme; il primo rischio rimane senza dubbio quello economico, legato al mancato pagamento dell’acquirente locale, rischio che può essere minimizzato attraverso la predisposizione di garanzie ad hoc e/o attraverso altre misure adeguate.

In seconda battuta, ma da non sottovalutare, il rischio legale, poiché le normative locali potrebbero vanificare i diritti ed i rimedi che l’azienda italiana era certa di poter far valere, con il conseguente rischio contenzioso, che aprirebbe le porte ad un processo straniero il cui svolgimento si profila particolarmente lungo e tortuoso.

Al fine di neutralizzare tali rischi, è in innanzitutto necessario verificare il potenziale partner d’affari attraverso una fidata rete locale di contatti e predisporre in ogni caso una attenta tutela negoziale, strutturando, ad esempio, strategicamente gli accordi (contratti) in modo aderente all’affare ed agli interessi di parte, integrando allo stesso tempo le garanzie del credito con appropriati rimedi contrattuali, che siano però effettivamente applicabili e/o riconosciuti In Egitto.

 

 

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