Export in Giappone – 7 ragioni per cui l’Italia guardi al paese del Sol Levante

Nel recente periodo si sente molto parlare del Giappone e dell’Accordo di Partenariato Economico tra UE e Giappone (Epa) entrato in vigore il 1° Febbraio 2019, il più significativo e positivo accordo preferenziale di libero scambio dell’Unione Europea (Free Trade Agreement) che comporta concreti benefici per l’export – e per le aziende italiane – che innanzitutto vedono ridurre i costi fissi e gli ostacoli all’accesso verso il  mercato nipponico, grazie alla rimozione delle barriere agli scambi, tariffarie o non tariffarie.

In presenza di politiche commerciali aggressive annunciate e adottate dagli USA, e misure protezionistiche discriminatorie che stanno stressando le relazioni economiche internazionali, tale accordo rafforza i rapporti col Giappone, con cui l’UE condivide i valori, creando in questo modo relazioni più stabili che favoriscono lo sviluppo del commercio internazionale, la crescita sostenibile e la competitività delle imprese europee. Di fatto ha già favorito nell’immediato l’aumento dell’interscambio commerciale, in particolare, tra l’Italia e il Giappone.

Ma quali sono i motivi per cui l’Italia dovrebbe guardare al paese del Sol Levante?

  1. il Giappone si rivela un paese cruciale per l’Italia grazie agli ottimi rapporti commerciali e diplomatici tra i due paesi ed all’amore dei giapponesi per l’Italia e per le eccellenze italiane. Il consumatore giapponese – con alto potere d’acquisto – è molto attento, informato, maturo e sofisticato, e ricerca e apprezza nella produzione italiana l’alto livello di customizzazione e specializzazione. Tutto ciò si rivela particolarmente interessante perché favorisce l’accesso al mercato soprattutto a quelle PMI italiane specializzate nella produzione di beni di elevata qualità, molto apprezzati dal consumatore. Ciononostante il mercato giapponese è complesso e sofisticato: è indispensabile saper costruire con pazienza e rispetto la relazione, dove la PMI italiana dovrà raccontare la maestria e l’operosità che la contraddistinguono (a livello mondiale) per il saper fare bene il bello e mettere in risalto gli aspetti qualitativi che caratterizzano la produzione, e che costituisce il più importante fattore di scelta (Made in Italy).
  2. I consumatori, potenzialmente, sono circa 127 milioni di individui, con un elevato PIL pro capite, ed il paese del Sol Levante rappresenta il terzo Paese al mondo dopo USA e Cina, in termini di PIL, per l’Italia un mercato importante per dimensioni e opportunità. Nel periodo gennaio-maggio 2019 (rispetto allo stesso arco temporale del 2018), grazie all’entrata in vigore dell’Epa, il Made in Italy diretto in Giappone – 6° mercato di sbocco per le nostre merci nell’area extra-Ue e 2° in Asia – sta crescendo a ritmi significativi con un +15,1% e ottime performance nei comparti degli articoli in pelle e dell’agrifood, oltre che dei mezzi di trasporto, degli arredamenti, dei metalli e degli apparecchi elettrici.
  3. Importanti opportunità per le aziende italiane operanti nel settore dello sport, in vista dei Giochi della XXXII Olimpiade (Tokyo 2020), che si terranno a Tokyo dal 24 luglio al 9 agosto 2020 (17 giornate di gara, oltre 200 Nazioni partecipanti, 33 sport in programma, per un totale di 49 discipline divise in 339 eventi). Sottolineiamo  che lo sport in Giappone è considerato parte importante e integrante della cultura locale. I giapponesi hanno un concetto dell’attività fisica totalmente diverso dalla nostra, posto che lo sport è competizione, ma soprattutto prova di sacrificio e capacità di superare se stessi oltreché rispetto dell’avversario. E anche per tale ragione tutte le discipline sportive hanno pari rispetto e dignità. Nelle prossime Olimpiadi debutteranno nuove discipline quali il karate, lo skateboard, il surf e l’arrampicata sportiva. Ovviamente molte potranno essere le aziende italiane che utilizzeranno il trampolino olimpico per promuovere i propri brand e i propri prodotti e i componenti dell’attrezzatura sportivo, brand che focalizzandosi sui nuovi target, hanno deciso di sposare la cultura underground della disciplina. In vista di Tokyo 2020 è stato costruito il Villaggio Olimpico e sono previsti numerosi progetti di riqualificazione urbana e la costruzione di infrastrutture urbane (sviluppo/ottimizzazione della rete urbana e autostradale, rinnovo di edifici).
  4. Aspetto interessante, che offre buone opportunità d’investimento e favorisce la cooperazione tecnologica tra i due paesi – così lontani geograficamente e culturalmente – è la necessità di affrontare e risolvere complessi problemi comuni, in primis l’invecchiamento della popolazione. Si prevede che nel 2050 un terzo della popolazione sarà costituito da anziani, motivo per cui il sistema sanitario è in forte espansione e dove l’export italiano di farmaci e prodotti medicali (l’Italia è tra i più importanti fornitori mondiali di principi attivi farmaceutici) avrà parecchi margini di crescita. L’Italia infatti è il terzo Paese europeo per numero di imprese impegnate nelle biotecnologie, specializzate in alcuni settori specifici della farmacologia, come l’oncologia, la neurologia e le malattie infettive. Altro tema cruciale è l’approvvigionamento energetico, la promozione e lo sviluppo delle energie rinnovabili,  soprattutto dopo la chiusura degli impianti nucleari a seguito del disastro di Fukushima che ha sviluppato un forte sentimento anti-nuclearista. Sul fronte delle calamità naturali e la conservazione dell’ambiente, da tempo con il Protocollo di Kyoto il Giappone guarda alla Smart City ed al mercato delle costruzioni di Smart House, nonché di materiali ecologici e sostenibili che seguono la tendenza mondiale. In questo contesto sarà favorito anche l’export italiano anche di arredamento realizzato con materiali ecologici ed oggetti di design eco-sostenibile. Opportunità dunque di cooperazione in settori innovativi come le energie rinnovabili, le nano e biotecnologie, i prodotti chimici e farmaceutici, l’architettura, la robotica, la domotica e l’ICT (E-Health). Al fine di contrastare il declino demografico e l’invecchiamento della popolazione il Giappone da tempo fa ricorso all’intelligenza artificiale, l’IOT, la fintech, i big data e la robotica, al fine di aumentare la produttività, realizzare la società 5.0 e attuare la quarta rivoluzione industriale.
  5. Inoltre, fatta eccezione per pochi settori (strategici per la sicurezza nazionale, dell’agricoltura, della pelle, ecc.) e grazie anche alla rimozione della maggior parte delle barriere tariffarie e non tariffarie vigenti (rimozione totale, parziale o gradata) introdotta con l’entrata in vigore dell’Epa, non vi sono restrizioni nei confronti degli imprenditori stranieri.
  6. Il Governo giapponese, al fine di attrarre nuovi investimenti diretti all’estero (IDE) ha introdotto incentivi fiscali e creato nuove zone industriali specializzate, che vantano di una eccellente rete infrastrutturale, servizi efficienti ed elevata qualificazione del personale locale. Grazie anche alla coerenza e continuità delle politiche di crescita economica sostenibile introdotte dal 2013 dal primo ministro giapponese Shinzo Abe (Abenomics) che si compone fondamentalmente di tre direttrici: politica monetaria, politica di bilancio e strategie di crescita. Al fine di attrarre IDE, e favorire lo sviluppo di settori ad alto contenuto tecnologico, il Giappone ha altresì istituito un comitato ad hoc tra stakeholders privati, industria e governo che ha tra gli obiettivi principali quello di favorire la creazione di 20 high tech startup entro il 2023, in grado di raggiungere un valore di mercato di un miliardi di dollari.
  7. La presenza di regole non scritte che disciplinano le relazioni commerciali garantiscono l’elevata solvibilità dei crediti e rapporti solidi e duraturi che offrono prospettive di crescita a lungo termine. Nel complesso il Giappone garantisce un sistema che favorisce il business climate ma, cionostante, suggeriamo vivamente alla PMI italiana di regolare minuziosamente il rapporto commerciale e rispettare puntualmente gli obblighi contrattuali ivi previsti in quanto, al contrario, in caso di contenzioso, le corti giapponesi sono notoriamente mal disposte verso le dispute di tipo commerciale. Senza contare che le azioni legali giapponesi sono notoriamente complesse e lente, il cui procedimento potrebbe durare più tempo rispetto al paese di origine.

Lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle imprese italiane che guardino al Giappone ha ottime possibilità di successo in vari settori industriali ma necessita di un approccio mirato e strategico guidato da consulenti legali ed esperti di internazionalizzazione che conoscono il mercato e lo specifico contesto normativo e sociale.

 

 

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