Il CETA – Comprehensive Economic and Trade Agreement – è un accordo commerciale e di libero scambio firmato dall’Unione Europea e dal Canada il 30 ottobre 2016 ed entrato in vigore a titolo provvisorio il 21 settembre 2017. La provvisorietà è dettata dal fatto che il CETA è un accordo “misto”, che necessita per la sua piena attuazione delle ratifiche dei singoli Stati Membri dell’UE, oltre che delle istituzioni comunitarie.

Il principale effetto di questo accordo è la rimozione di un numero notevole di dazi doganali e di altre barriere commerciali ad effetto equivalente tra il mercato europeo ed il mercato canadese. I vantaggi di una libera circolazione delle merci si riflettono anche sul profilo della loro sicurezza e tutela: attraverso il CETA, il Canada riconoscerà le rigorose norme europee in settori quali la sicurezza igienico-sanitaria dei prodotti alimentari, la protezione dei consumatori e l’ambiente. Grandi passi sono stati compiuti anche sul piano della tutela della proprietà intellettuale: si vieta la vendita in Canada delle imitazioni di 143 specialità europee, di cui 41 italiane. Sono inoltre previste misure in contrasto al fenomeno dell’Italian sounding. Tra gli esempi emblematici di prodotti italiani ora riconosciuti figurano il Prosciutto di Parma (dopo 40 anni di commercializzazione nel mercato canadese sotto la denominazione di “Original Prosciutto”), il Parmigiano Reggiano e l’aceto balsamico di Modena, riconoscendosi tutte le indicazioni geografiche (IIGG). Oltre che prodotti agroalimentari, il CETA interessa anche il mercato dei macchinari industriali, dei mobili, delle calzature e del pellame.

Da sottolineare, inoltre, l’importante novità per cui sarà consentito alle imprese europee di partecipare agli appalti pubblici canadesi.

Il CETA si profila dunque vantaggioso per l’Italia, e non potrà che migliorare i dati già promettenti registrati negli ultimi anni, Basti pensare che l’Italia svetta ottava nella classifica dei distributori in Canada, con un volume di interscambio bilaterale di oltre 5 miliardi di euro nel 2016 ed esportazioni per 3,7 miliardi di euro.

 

Contributo inserito nella News n.1/2018.
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