Strumenti per la ripresa: le aggregazioni tra imprese e il contratto di rete

Con la riapertura delle attività produttive, seppur con la gradualità prevista dalle norme d’urgenza, le aziende si apprestano a riprendere e rinsaldare le fila del proprio business ed a consolidare le proprie quote di mercato.

Continuando nel nostro intento di supportare le aziende anche in questa fase delicata, cogliamo l’occasione per condividere alcune considerazione in merito al contratto di rete tra imprese, di cui abbiamo già trattato in passato, quale utile strumento di aggregazione in questa momento di ripartenza.

Sono molte, infatti, le voci che abbiamo raccolto nella business community secondo le quali i tanti “distretti” italiani potranno rapidamente riconquistare le posizioni nei mercati internazionali solamente unendo le proprie forze, le proprie competenze e rafforzando legami strategici nella filiera produttiva.

Che cos’è il contratto di rete?

Il contratto di rete consente ad una pluralità di aziende di aggregarsi e impostare delle relazioni di collaborazione rafforzata volta al raggiungimento di uno o più scopi o interessi, sia individuali che comuni, pur mantenendo ciascuna azienda la propria indipendenza giuridica ed economica.

Dal punto di vista organizzativo, il fenomeno ricalca la practice internazionale delle Joint Ventures e similmente, infatti, trova due tipologie di manifestazione:

  • la rete-organizzazione: la rete costituita dalle partecipanti assume una “soggettività” giuridica sotto svariati aspetti (ad es civilistico e tributario) e diventa quindi un autonomo centro di interessi e relazioni (assimilabile, quindi, alla Corporate Joint Venture). Gli organi di gestione eventualmente adottati agiscono come emanazione della rete medesima e non dei singoli partecipanti;
  • la rete-contratto: le aziende partecipanti non costituiscono un autonomo ente ma danno origine ad una serie di diritti ed obblighi reciproci volti a raggiungere lo scopo (assimilabile, quindi, alla Contractual Joint Venture). Eventuali organi sociali costituiti agiscono, nei limiti delle funzioni e poteri conferiti, in rappresentanza comune delle aziende partecipanti.

Come è utilizzato dalle aziende italiane?

Secondo una recente rilevazione di InfoCamere, chiusa nel dicembre 2019, in Italia si contano circa 5.863 contratti di rete che coinvolgono ben 34.766 imprese su tutto il territorio nazionale.

Particolarmente apprezzata è la flessibilità e “agilità” delle reti-contratto, forma scelta nell’85% dei casi censiti.

Dato interessante, le reti d’impresa sembrano ricalcare la geografia dei distretti produttivi, poiché circa il 75% di queste ha carattere uni-regionale, cioè include imprese appartenenti alla medesima.

La rilevazione ha altresì evidenziato che gli obbiettivi fissati dalle aziende partecipanti sono principalmente:

  • sviluppo comune dell’attività di innovazione (16%);
  • acquisire peso/potere contrattuale nei confronti di enti finanziari o grandi clienti comuni (14%);
  • partecipare a bandi di gara e appalti (11%);
  • sviluppare attività di marketing per i marchi delle aziende retiste (10%);
  • costituire un centro di acquisto/fornitura (9%);
  • potenziare il brand comune della “rete” (7%).

Quali vantaggi?

All’atto pratico, i benefici che le aziende “retiste” possono ricavare dall’aggregazione possono effettivamente fare la differenza nella competizione internazionale.

Così in un caso, alcune aziende del settore fashion hanno costituito una rete-contratto al fine di promuoversi nei mercati nord-europei. In dettaglio le risorse destinate alle attività comuni consente di coinvolgere un consulente esperto in internazionalizzazione (Temporary Export Manager e Marketing Manager) che ha impostato e portato avanti trattative mirate con grandi distributori locali e di attuare strategie di marketing adeguate ai mercarti di destinazione.

In un altro caso di successo, alcune aziende nel settore dei macchinari (con prodotti tra loro complementari) hanno costituito un comune punto logistica per i pezzi di ricambio e di assistenza after-sale per i propri clienti in estremo oriente. La presenza in loco consente una tempestiva ed efficiente assistenza – rispetto a quanto potrebbe essere fatto dall’Italia – garantendo così il mantenimento delle proprie quote di mercato.

Come impostare correttamente una rete di imprese?

Il successo di una rete di imprese, così come altri contratti di aggregazione che realizzano una partnership, passa necessariamente per la condivisa visione del progetto ed una chiara e cristallina regolamentazione dei rapporti tra le aziende “retiste”.

È quindi essenziale procedere sin dalle fasi preliminari con molta attenzione ed approccio strategico. Infatti, solamente con obblighi e facoltà ben delineate e sistemi collaudati di superamento delle empasse, ed eventualmente con la previsione di exit strategies, l’aggregazione potrà funzionare correttamente e nel vantaggio di tutti i partecipanti.

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