Cina: e-commerce e tutela del Made in Italy

Le potenzialità del Made in Italy nel mercato cinese sono in costante ascesa: il consumatore cinese, infatti è sempre più consapevole e attento alla qualità ed allo stile ma soprattutto è agevolato dalla forte diffusione delle vendite on-line. Oggi molti prodotti di lusso italiani (originali ed a prezzo pieno) compaiono su svariati e-marketplace cinesi (ad es. Mei.com).

Come sappiamo, il successo e la visibilità di prodotti made in Italy comporta, come reazione, il sorgere sia della contraffazione dei marchi e dei prodotti, sia del vasto fenomeno dell’Italian sounding, ovvero la commercializzazione di beni realizzati all’estero i cui simboli, nomi, immagini evocano decettivamente una (asserita) italianità.

L’impatto di questi fenomeni sull’economia italiana è di primaria importanza: si stima che il volume d’affari dei prodotti contraffatti (c.d. falso made in Italy) nel solo settore agroalimentare abbia superato già nel 2014 i 60 miliardi di euro (ovvero più della metà dell’intero fatturato dell’industria alimentare italiana) e in generale abbia provocato la perdita di oltre 300.000 posti di lavoro.

Quanto all’Italian sounding: i latticini e i vini costituiscono la merce più interessata dal fenomeno.

I produttori di questi prodotti puntano infatti sull’abbattimento del prezzo rispetto al prodotto autentico, con ribassi che oscillano tra il -30% al -80%. A fronte di questi dati si è assistito ad una reazione sia delle aziende che operano nel mercato (attraverso un più attento monitoraggio dei canali di vendita on-line); sia delle istituzioni nazionali, attraverso una serie di accordi volti a tutelare la generalità degli operatori italiani.

Tra questi, sono degni di nota l’accordo stretto nel 2015 tra il Ministero delle Politiche agricole e forestali e la Cina, ovvero l’intesa tra il Ministero della Salute e la Cina (2016), volta alla tutela dei prodotti a base di carni di suino e bovino.

Le azioni poste in essere “a tutto campo” hanno portato ad una maggiore cooperazione con i più importanti players dell’e-commerce cinese, con risultati decisamente incoraggianti.

Da ultimo, il sequestro, intervenuto l’8 settembre 2017, di 30 milioni di lattine di falso Prosecco, pronte per essere vendute sulla piattaforma cinese Alibaba.

 

Contributo inserito nella Newsletter n.4/2017.
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