Accordo Commerciale UE-Vietnam: quali sono le opportunità per le aziende italiane?

Torniamo a parlare di Vietnam, paese che da tempo ha avviato partnership e riforme strategiche perché il 30 Marzo scorso il Consiglio dell’Unione Europea ha dato il proprio via libera definitivo ad un importante accordo commerciale tra Vietnam e Unione Europea.

In attesa ora della ratifica anche da parte del parlamento vietnamita, condizione necessaria per l’effettiva entrata in vigore dell’accordo, cogliamo l’occasione per vedere insieme le principali aree di interesse e opportunità di business che questo accordo apre alle aziende italiane.

 

Perché è importante

Il nuovo accordo, che è stato definito dal Parlamento Europeo come «l’accordo più moderno, completo e ambizioso mai concluso tra l’Ue e un paese in via di sviluppo», rappresenta anche un tassello fondamentale per la politica commerciale europea nell’area, dato che rappresenta il secondo accordo raggiunto dalla UE con uno dei Paesi aderenti all’ASEAN (Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico), dopo Singapore, e può rappresentare uno standard scalabile anche verso gli altri Partner.

Da una prospettiva macro, il Vietnam è il secondo partner commerciale dell’UE nell’ASEAN (dopo, appunto Singapore), con scambi di merci per 47,6 miliardi di euro all’anno e 3,6 miliardi di euro in servizi. Le esportazioni dell’UE verso il paese sono salite del 12% tra il 2016 e il 2018 (da 61,3 a 68,8 Miliardi di Euro e crescono in media del 5-7% all’anno.
Anche l’Italia è partecipe all’interscambio commerciale con il Vietnam, e sono oltre 4.400 le aziende italiane che esportano nel Paese, per un valore complessivo di oltre 1,2 miliardi di Euro. Il Vietnam rappresenta anche un interessante mercato di approvvigionamento per il nostro tessuto produttivo, considerato che il valore dei prodotti importati supera i 2,5 miliardi di Euro.

 

Quali sono le novità

Le principali novità riguardano l’azzeramento del 99% dei dazi doganali ed altre misure equivalenti che gravano sugli scambi commerciali: il 65% di queste sarà revocato al momento dell’entrata in vigore e il resto sarà gradualmente diminuito nell’arco di dieci anni.

In particolare:

  • Macchinari e strumenti: per la maggior parte dei prodotti, i dazi saranno azzerati all’entrata in vigore dell’accordo, mentre per la restante parte i dazi del 35% sarà azzerato in 5 anni;
  • Food and Beverage: i dazi sui prodotti alimentari (20%) saranno azzerati nell’orizzonte di 5 anni;
  • Cioccolato: i dazi del 30% saranno azzerati nell’orizzonte di 7 anni;
  • Vino e alcolici: i dazi del 50% saranno azzerati nell’orizzonte di 7 anni;
  • Tessile: la totalità dei dazi (oggi al 12%) saranno azzerati all’entrata in vigore dell’accordo;
  • Chimica: per il 70% dei prodotti, i dazi saranno azzerati all’entrata in vigore dell’accordo, mentre per la restante parte i dazi del 25% saranno azzerati progressivamente in 3,5 o 7 anni.
  • Componenti per l’automotive: i dazi del 32% saranno azzerati nell’orizzonte di 7 anni
  • Automobili: i dazi del 78% saranno azzerati nell’orizzonte di 10 anni
  • Prodotti Farmaceutici: i dazi su circa la metà dei prodotti saranno azzerati all’entrata in vigore dell’accordo, mentre per la restante parte i dazi del 8% saranno azzerati nell’orizzonte di 8 anni;

Vengono inoltre meno anche barriere indirette. Il Vietnam adotterà ed adeguerà i propri standard di qualità e normative tecniche a quelli Europei, rendendo più agevole e meno costoso l’accesso al mercato dei prodotti realizzati nella UE.

Particolarmente importante per il Made in Italy, il Vietnam ha garantito di proteggere 169 prodotti europei di origine geografica protetta, con la facoltà per l’U.E. di inserirne degli altri nel corso del tempo.

 

Liberalizzato l’accesso ai servizi e appalti

L’accordo si estende ai servizi bancari, di trasporto marittimo e postali, per i quali le aziende dell’Ue avranno un migliore accesso.

Le imprese europee potranno anche partecipare a gare d’appalto indette dalle amministrazioni pubbliche e/o governative, dalle aziende a controllo pubblico e di diverse città (tra le quali Hanoi e Ho Chi Minh City).

Da ultimo, ma non meno importante, l’accordo riguarda anche aspetti non strettamente economici e mira a promuovere il progresso sociale in Vietnam, tra i quali la sostenibilità ambientale e la tutela dei diritti umani.

Per cogliere le grandi opportunità che si stanno delineando, le aziende italiane dovranno adottare un approccio mirato e strategico, con il supporto di consulenti legali ed esperti di internazionalizzazione che conoscono il mercato ed il contesto normativo e sociale, oltreché il business e gli obiettivi che l’azienda si pone nel breve, medio e lungo termine.

 

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